9 Gen 2012
“C’è del marcio in Inghilterra”di Gaia Servadio-Salani 2012
Per svariati motivi, che non sto qui ad enumerare per non annoiarvi,sono sempre stata anglofila.
Quindi tutto ciò che riguarda l’Inghilterra mi interessa. Il libro della Servadio, giornalista e scrittrice molto nota, dal titolo quasi shakespeariano non poteva non intrigarmi. E così l’ho comprato e letto durante le feste natalizie.
La Servadio non dice cose nuove. Che l’Inghilterra fosse in declino, l’avevo intuito anche leggendo le opere delle due vecchie grandi signore del Giallo Classico(la James e la Rendell) e delle” nuove” leve, spesso poco convincenti come Bill James, Minette Walters e John Harvey, ma che la situazione fosse quale la scrittrice la descrive oltrepassa le mie intuizioni..
La Servadio afferma,infatti, che La “Perfida Albione” di mussoliniana memoria non sta meglio dell’Italia e degli altri Paesi europei( fatta eccezione per la Germania).
Ecco quanto scrive:
“La proverbiale fiducia reciproca sulla quale si reggeva il mondo anglosassone è crollata sotto il peso degli imbrogli, le scuole sfornano adolescenti che non sanno nè leggere nè scrivere, le cucine degli ospedali brulicano di scarafaggi e topi; i trasporti pubblici sono tra i peggiori d’Europa…Tradita da una burocrazia impazzita che non fa altro che produrre clientelismi, massacrata dal politicamente corretto, sventrata da servizi che non funzionano, la popolazione tace ed ingoia. . I giovani non trovano lavoro, i capoccia delle banche si regalano milioni, i deputati rubano”*
La Servadio non si limita però a fare un ritratto in total black dell’Inghilterra della nuova icona Kate Middleton. Ne ricerca le cause con l’aiuto anche di Eric Hobsbawm,uno dei massimi storici viventi e le trova nei due politici che hanno guidato il Paese negli ultimi decenni. I loro nomi sono arcinoti: Margaret Thatcher e Tony Blair. Alla prima va imputato il culto del capitalismo selvaggio di stampo reaganiano, frutto della sua mentalità di figlia di un piccolo bottegaio di paese. Al secondo va attribuito il tradimento di tutti i valori socialisti in favore di una favolistica “terza via” che si è risolta in un luccichio d’avanspettacolo e in una” cultura” da Grande Fratello.
E tra di loro il potente Murdoch con le sue tv e giornali pieni di gossip e falsità e una regina vecchia circondata da familiari ignoranti e poco dignitosi.
Conclusione lapidaria: “per ora il segreto dell’illusoria felicità è l’alcol”*
* Leggere l’introduzione
** pag 219


